Elezioni politiche 2013: il voto all’estero

Elezioni politiche 2013

Elezioni politiche 2013 italiani all'esteroCari amici, dopo una paziente e trepidante attesa, puntuale come un lisboeta ad un appuntamento di domenica mattina, è finalmente arrivato il gran varietà elettivo, la madre di tutti i talent show nazionalpopolari, la fiera galattica delle vacche pregiate.

Come durante l’Avvento, in questo periodo ci sentiamo tutti più buoni e, come paternalistici buoni samaritani, non perdiamo occasione per abbassare le tasse al nostro prossimo o per condonare i piccoli moralismi assurdi che intralciano la vita quotidiana di un italiano all’estero. D’altronde avete mai provato a vendere a degli scaltri indiani una manciata di elicotteri costosissimi che non usereste neanche come scenografia per impressionare gli amici di vostro figlio al suo compleanno?

Quest’anno il piatto è davvero ricco: in poco tempo avremo qualche nuova giunta regionale, un nuovo parlamento, un nuovo governo, un nuovo presidente della repubblica, un nuovo papa, un nuovo allenatore della Roma. A proposito, pagherei per vedere un angelus tenuto da Zeman. Una chiesa sempre all’attacco, senza tentennamenti, puro spettacolo utopico. Peccato solo che non voteremo per nessuna di queste cariche, perché lo spazio decisionale che ci concede il Porcellum – un sistema elettorale così denominato per ricordarne il promotore – si riduce alla scelta del simbolo di partito plagiato con più perizia. Senza considerare lo spazio decisionale che ci viene lasciato da 2000 anni di intrighi cardinalizi.

Comunque, come ben saprete, in quanto italiani all’estero il nostro voto è ambitissimo nei giochi di palazzo che speravamo di aver lasciato lontani anni luce da noi. Tra l’altro, come mai la circoscrizione estero è così decisiva? L’unica risposta plausibile è che sia la meno prevedibile dai sondaggi, oppure la meno direttamente influenzabile, oppure la più facilmente truccabile, oppure perché pensano che visto che siamo lontani non ci siamo accorti dello schifo che hanno fatto con l’ultimo voto che gli abbiamo dato, o probabilmente tutto questo insieme.

Fatto sta che i tristi ricordi di faccioni sorridenti e sguardi sessualmente ammiccanti che ci fissano da cieli azzurri 6metriper3 ci rincorrono a kilometri di distanza, come nei peggiori incubi, sottoforma di nuovi e diabolici sotterfugi. Avrete notato che da qualche mese tutte le pubblicità online che appaiono sui nostri pc mentre fingiamo di lavorare cazzeggiando su blog dai contenuti pessimi hanno tutte lo stesso tema. Vince su tutte per ko tecnico: “Aboliremo l’IMU per gli italiani all’estero”. Non è uno scherzo, esiste davvero.

Come se non bastasse la casella di posta di italiani a lisbona è stata ingolfata da email minatorie fradice di miserrrime richieste di marchette ignobili. Ultimamente vari stormi di simpatici sconosciuti si sono fatti avanti mielosi come se fossero vecchi amici d’infanzia, per chiedere bassamente un barlume di pubblicità sul sito, o perlomeno degli sporchi messaggi subliminali, o basterebbero anche dei subdoli appoggi tra le righe, se non addirittura ufficiali e bislacche discese in campo o eleganti e massoniche salite in politica. Le richieste vergognose sono pervenute da tutti i principali partiti, nessuno escluso, segno che la miseria che sostiene la politica italiana accomuna tutti gli schieramenti, all’unanimità. Ovviamente compreso anche quel partito che si diverte a chiamarsi non-partito e millanta altre non-cazzate del genere.

Sarebbe troppo facile sputtanare i galantuomini che si sono calati impietosamente le braghe per raccattare qualche voto su un sito indipendente, ma dopo un’animata riunione di redazione (animata dalla presenza di una scimmia antropomorfa nel ruolo di segretario generale) abbiamo deciso di non abbassarci al livello di tali politicanti da operetta, facendo nostro il proverbio irlandese: mai litigare con un maiale, vi sporcate entrambi ma lui si diverte.

Quindi, vi risparmiamo la pubblicazione delle risibili richieste di endorsement che abbiamo ricevuto: potete immaginare da soli il patetico tono adulatorio delle proposte pervenute. Per non parlare delle tematiche vagamente populiste affrontate da gente che per circa un mese ogni 5 anni sostiene di aver speso una vita intera a lottare per i diritti inalienabili degli italiani all’estero.

In base alla stessa filosofia, che abbiamo deciso di seguire come una preziosa bussola nella tormenta elettorale, nessun partito verrà nominato direttamente su questo sito e nessuna delle vostre menti verrà assediata da vaghe elucubrazioni pazzoidi camuffate da informazioni, che avrebbero il solo scopo di carpirvi un paio di x su un cartoncino colorato. Ma, nel caso foste ancora nel dubbio, consigliamo senz’altro di votare per l’unico partito che a nostro avviso si è distinto per le ampie e innovative vedute politiche, nonché per un programma efficace e moderno, al contempo rivoluzionario e rispettoso delle tradizioni: signore e signori, la rosa nera. Non è uno scherzo, esiste davvero.

Per votare la rosa nera dall’estero (o un altro partito qualsiasi, se non ne apprezzate la portata intellettuale) bisogna essere iscritti all’AIRE, e per essere iscritti all’AIRE bisogna essere all’estero da almeno 12 mesi. Chi risulta iscritto ha ricevuto via posta il plico con le schede elettorali, le quali vanno rispedite utilizzando la busta già affrancata in modo che arrivino al proprio consolato entro e non oltre le ore 16 (ora locale) del 21 febbraio. Per facilitare le operazioni e risolvere i disguidi, visto che per legge i plichi vanno affidati alle poste portoghesi (!?!), la Cancelleria Consolare rimarrà aperta al pubblico anche oggi domenica 17 febbraio 2013. Lo sportello garantisce l’apertura straordinaria nei seguenti orari: 9:00-13:00 / 13:30-16:30. Trovate tutte le informazioni sul sito dell’ambasciata.

Due parole infine sull’annosa questione del voto degli Erasmus: purtroppo non c’è nulla da fare, infatti per iscriversi all’AIRE bisogna passare 12 mesi all’estero, mentre i progetti Erasmus sono tutti più corti. Tra l’altro questa polemica si ripresenta tale e quale ad ogni elezione e puntualmente quando ormai è assolutamente tardi per cambiare qualcosa. Nulla da dire sul tema della protesta, ci mancherebbe, facilitare il voto agli Erasmus sarebbe cosa buona e giusta e, credo, anche tecnicamente possibile. Ciò che lascia perplessi è il fatto che ogni volta l’indignazione esploda solo a poche settimane dal voto, quando per ragioni squisitamente temporali la richiesta non può che suonare irrealizzabile, mettendo in secondo piano quanto di legittimo e positivo c’è nella proposta.
Il problema però forse è un altro, ovvero il fatto che questa richiesta sia avanzata da un gruppo di persone, gli Erasmus, che appartengono a tale gruppo solo per qualche mese nella vita e di conseguenza sono interessati a protestare per questo diritto solo per una volta, durante l’anno in cui sono via. Inevitabilmente, ogni anno la protesta nasce all’ultimo minuto, non risolve la questione e viene accantonata fino a quando altri Erasmus protesteranno da capo quando si troveranno nella stessa situazione. E purtroppo sarà già ancora troppo tardi. Ipotizzare un gruppo permanente che abbia interesse a portare avanti questa battaglia per più di poche settimane è forse utopistico, un po’ come sperare in un papa che giochi solo col 4-3-3.

Al contrario sembra interessante l’idea portata avanti da alcuni studenti italiani a Lisbona, che stanno organizzando dei seggi elettorali non ufficiali per votare dall’estero. Queste elezioni simboliche non serviranno solo a protestare contro l’impossibilità di votare, ma avranno il grande pregio di quantificare l’impatto elettorale dei voti esclusi, visto che i risultati delle schede fac-simile saranno contati e pubblicati. Qui il blog dell’iniziativa.

Senza dimenticare che il tema del voto agli Erasmus è stato cavalcato da più parti politiche in piena campagna elettorale. Fino al 25 febbraio non fidatevi di tutti quelli che vi sorridono o vi vogliono stringere la mano, nemmeno se si presentano travestiti da nani da circo, spillatori di birre, algidi professori, comici in pensione, sbirri ritardati o capitalisti dell’800 in acido.

Nel frattempo, con vibrante soddisfazione e rinnovato impegno istituzionale, auguri di buon conclave a tutti.

 

2 Comments on "Elezioni politiche 2013: il voto all’estero"

  1. Sentite che carina questo pezzo e che fico il video http://youtu.be/o5QhXqM6u8g Incarna perfettamente il clima politico!Tutti primi della lista!!Lunedì vedremo gli esiti!!

  2. Non la conoscevo..davvero forte.Carino anche il video!!

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