Chunga Baby Love, cosa hanno di diverso il deserto e l’oceano?

Chunga Baby Love, cosa hanno di diverso il deserto e l'oceano surf lisboa oceano

Chunga Baby Love, cosa hanno di diverso il deserto e l'oceano surf lisboa oceanoCosa hanno in comune il deserto e l’oceano?

L’oceano è acqua, il deserto è sabbia.
Il deserto è caldo, l’oceano è freddo.
Se cammini nel deserto aneli all’acqua dell’oceano.
Se nuoti nell’oceano aneli alla sabbia del deserto.

Il deserto e l’oceano hanno in comune il Chunga Baby Love.

Il lavoro, gli impegni, le questioni familiari rendono alcuni giorni aridi, i pensieri s’inviluppano, e per quanto ci sforziamo non riusciamo a trovare il bandolo della matassa, quindi camminiamo nella quotidianità delle cose da risolvere come se fossimo nel deserto, ed aneliamo a qualcosa d’altro, all’oceano.

Funziona così. Da Lisbona attraversi il ponte 25 aprile e vai a Caparica, scendi lungo la penisola di Setubal fino a praia da Ribeira, ed incontri il Chunga Baby Love.
Il Chunga Baby Love non è una casa in legno di tutti i colori, che sta in piedi per miracolo, dove bersi una birra in riva all’oceano su una meravigliosa distesa di dune che sembra il deserto. Il Chunga Baby Love è Puro Surf. Nel senso che la scuola di surf si chiama Puro Surf.

Sono un po’ intimorito dalle onde di un tardo pomeriggio di metà Ottobre.
Sono le 19:00 quando iniziamo a fare surf, il tramonto distende le ombre delle pochissime persone sulla spiaggia. A Caparica il tramononto ce l’hai sull’oceano, e per chi l’ha visto sa cosa vuol dire.

Con me ci sono il prototipo del maschio da surf e quello da bocce. Avete presente, il primo, alto, mascella quadrata, muscoli disegnati con il compasso, capello biondo e sorriso a 32 denti bianchi. Il secondo non particolarmente alto, piuttosto bruttino e per niente sorridente, senza voler infierire ma anche un po’ gobbo, quindi adatto a lanciare il boccino.
Sono i miei compagni d’avventura rispettivamente: Nuno, e João. In Portogallo un João c’è sempre, è un po’ come la pioggia a Bruxelles.

Sento l’istruttore che dice che forse per fare la prima lezione off-shore le onde di oggi non vanno bene, sono pericolose, si consulta con altri amici esperti e dopo pochi secondi arriva il verdetto come una scossa di adrenalina … “vamos embora”. mentre penso che potevo starmene a casa m’infilo la muta e mi do dell’imbecille.

Nuno, il biondo, è pronto in un lampo con quel sorriso che mi fa solo sentire ancora più imbranato. João si mette la muta al contrario e quindi deve rifare l’operazione.
L’istruttore si avvicina a João e gli chiede se se la sente d’entrare. Sono sollevato, penso che lo chiederà anche a me. Purtroppo però succede qualcosa d’inaspettato, e se vogliamo di non logico, João con sincera tranquillità dice che lui vuole provare. A questo punto sono fottuto non posso ritirarmi: se João prova, devo provare anch’io. A questo punto sono anche certo di essere un imbecille. S’inizia il riscaldamento con lo stretching, Nuno un campione di yoga, io e João due pensionati.

Ci viene assegnata una prancha (tavola da surf), entriamo in acqua ed assisto ad un miracolo.
João dopo i primi tentativi riesce a prendere qualche onda, mentre io e Nuno passiamo le due ore in acqua a pascolare.
Più che un miracolo è il solito errore delle apparenze, quelle che ingannano e lo fanno sempre.
Intanto il tramonto s’immerge nell’oceano e la notte sorge, così il celo stellato ci regala ancora del tempo per stare in acqua a pascolare ops … a fare surf.

Le onde crescono, si fanno sempre più grosse. Sono stanco, e continuo a cedere. I compagni non li vedo più, la corrente mi ha portato un po’ lontano. Un’onda più grossa delle altre mi prende alla sprovvista e vengo risucchiato. Buio in acqua e buio in cielo. Reagisco mettendo tutta la forza che posso per tornare a galla. Recupero la prancha che ho legato al piede e mi sdraio sopra esausto, lasciandomi trasportare a riva.
Sono stanco, distrutto, ed anelo alla spiaggia, al deserto.

Mi trascino fino al punto di ritrovo, infreddolito mi asciugo, mi cambio, saluto e torno a Lisbona sparandomi come un imbecille a tutto volume “because the night” di Patty Smith. Se mi avesse fermato la polizia mi avrebbe arrestato per detenzione di una elevata dose di spensieratezza, ed abuso di energia.

Al Chunga Baby Love, due mondi così apparentemente diversi come il deserto e l’oceano s’incontrano ogni volta che dal deserto dei problemi di tutti i giorni riesci a scappare per tuffarti in un oceano d’energia, e dall’oceano riesci a fare il pieno per ritornare a guardare i problemi con un po’ di spensieratezza. E’ una questione di purezza, di Puro Surf.

 

Gianluca Luraschi

 

7 Comments on "Chunga Baby Love, cosa hanno di diverso il deserto e l’oceano?"

  1. Un granello di sabbia rispecchia la meraviglia dell’universo. (Coelho)

    L’onda di un oceano culla con dolcezza i nostri ricordi.

    • e’ esattamente quello che avrei voluto dire …

      • ..magari i miei occhi, anche per una volta soltanto, avessero potuto vedere, ammirare e commuoversi davanti allo splendore di un tramonto sull’oceano, e all’incanto dei suoi sogni…

        Ciao
        Emily

  2. p.s. spero che il tuo commento non fosse ironico in realtà 😉

  3. Grazie! :-)
    ciao ciao

  4. Ottimo, articolo davvero interessante, era proprio quello che cercavo! Grazie per lo spunto!

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