Manifestazione e protesta il 29 settembre a Lisbona

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29 settembre manif Lisboa portogallo lisbona manifestazioneDopo l’enorme mobilitazione di sabato scorso la CGTP, confederazione dei sindacati portoghesi, ha convocato una manifestazione generale per sabato 29 settembre. Si protesterà contro le ulteriori misure di austerità decise dal governo, tra le quali spicca la scelta di aumentare del 7% il contributo alla Segurança Social da parte dei lavoratori privati e pubblici, che passa così dall’11% al 18% per i lavoratori dipendenti, mentre per le imprese diminuisce dal 23% al 18%. In sostanza, significa che tutti gli stipendi verranno tassati del 7% in più.

La manifestazione si preannuncia davvero generale, visto che persino i sindacati delle forze di polizia hanno deciso di aderire. E di conseguenza la manifestazione dovrebbe risultare pacifica, dal momento che questa volta anche PSP e GNR staranno dall’altra parte, a protestare.

Nel frattempo la tensione è alta negli altri paesi europei in cui si sta manifestando contro la troika: ieri cariche della polizia a Madrid, in seguito all’iniziativa Ocupa el congreso, mentre oggi in Grecia lo sciopero generale ha portato a scontri violenti tra manifestanti e forze dell’ordine.

Scontri a Madrid manifestazione ocupa el congreso 2012 25 settembreScontri ad Atene manifestazione 26 settembre grecia sciopero generale

7 Comments on "Manifestazione e protesta il 29 settembre a Lisbona"

  1. andate a lavorare!

  2. E’ esattamente quello che questa gente chiede:
    lavoro e fine di un continuo, macroscopico e indiscriminato aumento delle tasse che ha messo in ginocchio l’economia del paese, come se poi fare della macelleria sociale fosse la soluzione!!
    Il Portogallo è il paese che ha pagato il prezzo più alto di questa crisi. l’IVA dal 12% è ormai passata da tempo al 23%, la gente per andare dal proprio medico di base ora deve pagare!! Alcuni farmaci indispensabili sono passati ad es. da un costo di 6 a 20 euro, etc..
    La mortalità è aumentata. Ti invito caldamente a visionare questo documentario, per intero, trasmesso dalla tv Italiana sulla condizione attuale in Portogallo, ponendo particolare attenzione soprattutto alla parte relativa alla sanità (intorno all’undicesimo minuto): http://www.youtube.com/watch?v=boYEdRzTjpE

  3. Non resta che prendere atto del fallimento dell’Unione Europea, sotto diversi aspetti.
    Riporto alcune parti di un articolo scritto da un ricercatore di Storia contemporanea presso l’Università degli studi di Milano, che, personalmente, trovo assai corrispondente alla realtà dei fatti:

    “Fallimento dell’Euro, perché?
    – La scommessa era che la moneta unica avrebbe creato convergenza fra le economie di diversi paesi ed avrebbe fatto da traino al processo di unificazione politica. Non si è verificata né l’una né l’altra cosa. Le economie dei diversi paesi dell’Eurozona sono rimaste quali erano, anzi, i vantaggi della moneta unica, che consentiva anche a paesi tradizionalmente deboli e ad alto rischio finanziario, come appunto la Grecia, di piazzare i propri titoli di debito ad interessi bassissimi, ha incoraggiato la politica dell’indebitamento crescente, senza attuare alcuna riforma economica. Chi ha tratto i vantaggi maggiori è stata la Germania che ha potuto esportare massicciamente nei paesi vicini ed, alla fine, il differenziale fra i diversi paesi è rimasto lo stesso, quando non è ulteriormente cresciuto. Sinché le cose sono filate lisce nell’economia mondiale, il problema non si è posto, ma quando la crisi ha iniziato a mordere si è rotto il giocattolo e la moneta unica, non governata da nessuno Stato, è diventata una camicia di forza che tiene tutti in sofferenza.

    – Da un punto di vista finanziario la situazione non ha speranze perché non ci sono le condizioni strutturali per uscire dalla trappola: le banche hanno la pancia piena di titoli di stato inesigibili (oltre ad ogni altro tipo di spazzatura) e gli Stati non sono in grado di invertire la tendenza che li ha travolti.
    anche il più sprovveduto capisce che:

    a-la Grecia non sarà mai in grado né di restituire il suo debito né di pagare gli interessi che man mano si accumulano, in una dinamica di ammortamento negativo

    b-che il Portogallo non è in condizioni migliori

    c-che il sistema bancario spagnolo non è in grado di reggere la pressione dei mercati internazionali
    d-che l’Italia, forse, può sostenere il peso degli interessi alle scadenze, a condizione che la tempesta dello spread non superi certe soglie, forse potrà restituire qualche frazione del suo debito svendendo il suo asset, ma, comunque non sarà mai in grado di raggiungere la mitica soglia 60% sul Pil, perché, nel frattempo, la politica di austerità farà crollare il Pil, azzerando ogni miglioria.

    e-che il sistema bancario francese è troppo esposto con Grecia, Spagna, Portogallo ed Italia, per cui la crisi è destinata a rimbalzare su di esso.

    In queste condizioni, questo gruppo di paesi è tecnicamente fallito.
    anche il più sprovveduto capisce che:

    a-la Grecia non sarà mai in grado né di restituire il suo debito né di pagare gli interessi che man mano si accumulano, in una dinamica di ammortamento negativo

    b-che il Portogallo non è in condizioni migliori

    c-che il sistema bancario spagnolo non è in grado di reggere la pressione dei mercati internazionali.

    d-che l’Italia, Forse, può sostenere il peso degli interessi alle scadenze, a condizione che la tempesta dello spread non superi certe soglie, forse potrà restituire qualche frazione del suo debito svendendo il suo asset, ma, comunque non sarà mai in grado di raggiungere la mitica soglia 60% sul Pil, perché, nel frattempo, la politica di austerità farà crollare il Pil, azzerando ogni miglioria

    e-che il sistema bancario francese è troppo esposto con Grecia, Spagna, Portogallo ed Italia, per cui la crisi è destinata a rimbalzare su di esso

    In queste condizioni, questo gruppo di paesi è tecnicamente fallito. Ed allora che si fa? Semplicemente non resta che prendere atto del fallimento politico dell’operazione Euro e cercare di guidare il processo di scioglimento dell’Eurozona attraverso una exit strategy concordata. E magari farlo prima che salti tutto in aria, con costi ben peggiori da sopportare, prima cioè che l’Euro perda definitivamente la fiducia dei mercati finanziari e crolli”.

    • Molti amici inglesi parlano di questa situazione catastrofica. Davvero questa situazione dell’euro è un supplizio…

  4. In queste condizioni, questo gruppo di paesi è tecnicamente fallito.
    Ed allora che si fa?
    Semplicemente non resta che prendere atto del fallimento politico dell’operazione Euro e cercare di guidare il processo di scioglimento dell’Eurozona attraverso una exit strategy concordata. E magari farlo prima che salti tutto in aria, con costi ben peggiori da sopportare, prima cioè che l’Euro perda definitivamente la fiducia dei mercati finanziari e crolli”.

  5. vai a lavorare!

  6. E tu leggi e documentati..

    C’è un solo bene: il sapere. E un solo male: l’ignoranza.
    Socrate

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