16-17.4 Pietro Marcello a Lisbona – 8 ½ Festa do Cinema Italiano Lisbona

Pietro Marcello festa do cinema italiano lisbona

Pietro Marcello festa do cinema italiano lisbona“Una questione di sentimento, di intimità”. Così definisce il cinema il giovane regista Pietro Marcello. I suoi lavori, intrisi di immagini capaci di riempire la vista dello spettatore, si tengono lontani da intenti didattici e da intellettualismi devianti che  possano allontanare da una fruizione semplice ed efficace dell’opera. L’attenzione alla forma non gli fa dimenticare l’importanza della figura umana nelle sue connotazioni fisiognomiche perché la profondità degli occhi, la luce di uno sguardo, un accenno di espressione o una semplice ruga può raccontare una storia molto meglio di mille parole. Si potrebbe definire un Romantico, forse uno degli ultimi sopravvissuti in una contemporaneità in cui la bellezza, quella pura, quella del sublime, non c’è più perché semplicemente non interessa più. E nonostante l’armonia novecentesca sembri essere ormai perduta, ecco che Pietro Marcello la ritrova e la documenta laddove pare esistere solo il brutto.

La dolcezza e l’essenza stanno nelle piccole cose, la verità dell’essere umano si incontra in personaggi come Enzo e Mary (La bocca del lupo, 2009 dall’omonimo libro, capolavoro di Remigio Zena) e nella loro vera storia d’amore, che ci scaldano con la loro autentica umanità. La società li definisce emarginati:  Enzo, emblema di un sottoproletariato scomparso  e Mary, un trans diverso da tutti. Si incontrano in carcere ed iniziano ad amarsi, subito. Un amore , il loro, fatto di pazienza nell’attesa di incontrarsi fuori dal carcere, un amore fatto di messaggi su cassette registrate per accarezzarsi il cuore, un amore di altri tempi. Enzo e Mary raccontano  la diversità e ci sorprendono per il messaggio di speranza che trasmettono. Personaggi così ce li immaginiamo malinconici, arrabbiati, tristi. E invece Marcello, scegliendo di riprendere la loro storia, ci fa confrontare esattamente con l’opposto. Probabilmente, quando si lotta per la sopravvivenza, quando si cerca di tirare avanti non ci si può concedere il lusso di perdersi nel disagio. Colpiti.

Genova, città-scenografia del documentario, dialoga perfettamente con i due personaggi per il suo essere un luogo in bilico tra terra e mare, così come Enzo e Mary si trovano in bilico tra la durezza della vita reale e l’aulicità dei loro sentimenti.
Già con Il passaggio della linea (2007) il regista ci aveva offerto volti diversi, ben lontani dagli stereotipi formattati del cinema commerciale, volti che raccontano la storia di chi lascia la propria terra di origine per tentare una vita migliore e che si trova su un treno espresso notturno, tipologia ormai caduta in disuso, ancora di salvezza economica per tutti quei viaggiatori che si devono spostare per necessità e che di soldi da spendere ne hanno pochi. Un puzzle di racconti che corrispondono ad esperienze diverse ma comuni, in cui emerge la forza di sopravvivere, di tirare avanti in tutti i modi nonostante le infinite difficoltà. E non c’è niente di più vero delle loro parole che riferiscono una visione pragmatica (qualcuno la definirebbe cruda) della vita: “I soldi sono la dannazione, noi siamo dannati a lavorare per i soldi (…) Siamo vincolati dai soldi: dobbiamo fare qualcosa ci vogliono i soldi, dobbiamo andare lì, ci vogliono i soldi, ti devi sposare ci vogliono i soldi, devi morire…anzi, non ti puoi neanche più permettere di morire che adesso per morire ci vogliono diecimila euro. Diecimila per dire poco: devi comprarti il loculo, devi fare i funerali…ci vogliono ventimila euro, costa più morire che sposarti a momenti”.

Il suo ultimo lavoro, Il silenzio di Palešjan (2011), è un film decisamente più sperimentale degli altri che evita comunque l’eccesso intellettualistico grazie alla presenza della voce del giovane regista napoletano. Seppur apparentemente distante dagli altri, non tradisce la sua ricerca: il silenzio delle immagini che ritraggono il grande maestro armeno sono perfettamente coerenti con il suo cinema, sono i suoi gesti e le sue espressioni a parlare mutamente per lui. Marcello e Palešjan condividono quindi uno stesso ideale poetico, in cui l’assenza di parole non spaventa, anzi, è elemento fondamentale tanto quanto lo è il montaggio. Ad esso, infatti, è dato un ruolo cruciale nell’elaborazione del materiale filmografico ed è attraverso esso che si propone una visione (o percezione) soggettiva della realtà.

E se il cinema può essere inteso, allora, come una sorta di fuga dalla realtà, il documentario è lo strumento per poterla interpretare. Perché ritrarre il presente è difficile, ma Pietro Marcello ci riesce molto bene.

Cristina Terzoni

[Dal catalogo di 8 ½ Festa do Cinema Italiano]

 

Lunedì 16 aprile 21H30 Cinemateca Portuguesa
Il silenzio di Pelešjan – con la presenza di Pietro Marcello
Pietro Marcello / 2011 / 52’ / colore / Digitale / Leg. Pt
Documentario che cerca di dipingere un ritratto del maestro armeno Pelešjan, nel quale il giovane regista italiano filma il profilo evasivo e intenso del maestro, recuperando frammenti delle sue opere e dei materiali inediti che lo ritraggono in momenti eccezzionali della sua vita.
A seguire proiezione di Life (Zizn, 7’) e Seasons (Vremena goda, 29’), opere dello stesso Pelešjan

 

Martedì 17 aprile 21H15 Espaço Nimas
La bocca del lupo – con la presenza di Pietro Marcello e João Pedro Rodrigues
Pietro Marcello / 2009 / 68’ / colore / 35 mm / Leg. Pt
Film emblematico, premiato e apprezzato dalla critica, La bocca del lupo mescola, in modo sorprendentemente poetico, materiale d’archivio con immagini reali sulla storia di Enzo, operaio del porto di Genova, e Mary, transessuale atipico.

A seguire:
Il passaggio della linea
Pietro Marcello / 2007 / 60’ / colore / 35mm / Leg. Pt
Il primo lungometraggio di Pietro Marcello è un viaggio attraverso l’Italia, da nord a sud, scandito dal ritmo dei treni espresso a lunga percorrenza.

 

Be the first to comment on "16-17.4 Pietro Marcello a Lisbona – 8 ½ Festa do Cinema Italiano Lisbona"

Leave a comment

Your email address will not be published.

*