Adamastor, il gigante dei mari

Azulejo di Adamastor il gigante dei mari

Azulejo di Adamastor il gigante dei mariLa storia di Adamastor, il mostruoso gigante dei mari che dà il nome al miradouro più famoso della città, risale alla mitologia greca. Nella guerra tra Crono e suo figlio Zeus furono creati dei potenti giganti che cercarono di salire all’Olimpo con cattivissime intenzioni. Uno di essi, chiamato Admastor, non partecipò alla scalata, ma cercò di conquistare i mari scontrandosi con Nettuno, alleato di Zeus. Ma nel frattempo Adamastor si innamorò di Teti, la più bella delle ninfe dei mari, senza riuscire a conquistarla a causa della propria mostruosità. Fu convinto che Teti sarebbe stata sua se avesse posto fine alla guerra, e così fece ingenuamente, salvo poi scoprire l’inganno e ritrovarsi abbracciato a una montagna. Adamastor vagò distrutto dal dolore e dalla vergogna, senza contribuire alla battaglia che fu persa dagli altri giganti, così alla fine della guerra venne trasformato in roccia per vendetta.

Nella leggenda portoghese, riportata anche da Luís de Camões nelle Lusiadas, il gigante pietrificato viene identificato con il Capo delle Tempeste, all’estremità della Penisola del Capo in Sudafrica, il cui nome spiega abbastanza bene il ruolo che ebbe nell’immaginario degli esploratori. La storia racconta che quando i navigatori portoghesi riuscirono ad avvistarlo, sopravvissuti dopo aver lottato contro Adamastor durante giorni di terribili tormente, gli diedero questo nome. Al contrario Re João II, informato della notizia, preferì chiamarlo Capo di Buona Speranza immaginando i guadagni che sarebbero derivati dalla nuova rotta e dimostrando una visione dei fatti diametralmente opposta a quella dei marinai.

Ma anche un’altra nave mitica dovette fare i conti con il gigante per passare attraverso i suoi mari: si tratta del famoso Olandese Volante. Il veliero carico di preziosi fu colto da una tempesta presso il temibile promontorio, al che l’avido capitano pur di sopravvivere vendette l’anima al diavolo, giurando che se fosse riuscito a passare il Capo avrebbe navigato anche in eterno. Dal momento che Satana è dotato di uno spiccato senso dell’umorismo, accontentò subito il capitano: la nave si spezzò in due e naufragò, tutto l’equipaggio morì annegato e l’anima del comandante fu condannata a vagare in eterno sulla sua nave fantasma.

Al miradouro di Santa Catarina, negli occhi della statua di pietra che guarda il Tejo si può leggere l’eco di quella tempesta, assieme a tutti i racconti senza tempo racchiusi nel mare. Adamastor è la porta verso l’oltre, il punto di fuga dalla terra verso l’orizzonte sconosciuto. Il terribile gigante custodisce storie antiche, di viaggi e scoperte, di navi, mostri e marinai, storie di terrore, di amore e di morte.

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